I vecchi mestieri ai tempi di Internet

Il mondo del lavoro è in costante cambiamento, non c’è proprio nessun dubbio in proposito. L’Era Digitale ha portato alla nascita di tanti nuovi mestieri e sempre più giovani non si pongono il problema neanche per un istante: il loro futuro è davanti ad un computer, nella Rete, tra le meraviglie delle nuove tecnologie.

i tempi di internetBlogger di professione, copywriter, web designer… sono questi i lavori che oggi vanno per la maggiore, insieme ovviamente a quelli più o meno garantiti da una classica carriera universitaria. Una rivoluzione, né più, né meno, come quando le fabbriche portarono via dalle campagne migliaia, milioni, di lavoratori rurali trasformando radicalmente l’economia del 19esimo secolo.

In fondo è come se quel processo iniziato tanto tempo fa fosse stato portato a compimento. Basta guardarsi intorno per capire che i lavori tipici di una volta, quelli che toglievano dalla strada tanti ragazzi, stanno ormai scomparendo del tutto. Se ne sente spesso parlare anche nei telegiornali, durante i servizi di costume: panettieri che promettono stipendi eccezionali pur di trovare un assistente; vecchie botteghe artigiane o piccole librerie costrette a chiudere per la concorrenza delle grandi catene; barbieri incapaci di pagare i contributi ai loro apprendisti.

Qualcuno parlerà di necessaria evoluzione del mondo del lavoro, e avrà pienamente ragione. Ma resta pur sempre un peccato. È tutto un piccolo universo quello che sta sparendo nel nulla, un universo fatto di minuscoli locali dall’aria piena di fascino, di mestieri manuali sostituiti dalla grande industria, di piccole imprese che non reggono il peso del cambiamento e che falliscono nonostante tutti gli sforzi possibili.

Eppure qualche resistenza c’è e non si tratta per forza di una resistenza negativa ad un’evoluzione naturale. Esistono tutt’ora corsi, spesso finanziati dalle Regioni, ma anche dall’Unione Europea, per l’apprendimento di vecchi mestieri. Corsi per aspiranti falegnami, liutai, mastri vetrai, sarti e quant’altro. Potrebbe sembrare un controsenso, è vero.

Ma è anche vero che in un periodo in cui trovare dei lavori “standard” è sempre più difficile, forse inventarsene di nuovi (anche se “vecchi”) potrebbe rivelarsi l’unica soluzione. Aprire la propria bottega artigiana può essere l’aspirazione nascosta di molti giovani che non vogliono puntare su un iter classico e che desiderano mettere il loro talento manuale al servizio di chi, magari stanco della produzione in serie, della freddezza di una catena di montaggio, vuole qualcosa di costruito, riparato o confezionato con amore. Esattamente come una volta.

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