Dopo 45 milioni di euro vogliono chiudere Italia.it
Giuseppe La Bua 18.10.07, 21:48 in Computer&Internet, PrimoPiano | Letture: 1671
“Quel sito o cambia oppure è meglio chiuderlo.” Queste le parole che Francesco Rutelli, il Ministro dei Beni e le Attività Culturali, ha pronunciato al Comitato nazionale per il turismo. Del sito internet nazionale Italia.it ne avevamo parlato nel febbraio scorso in occasione della presentazione ufficiale del nuovo sito, lo scopo della nascita di Italia.it era quella di rilanciare il turismo nel nostro paese. Purtroppo il risultato è stato molto deludente, il sito riporta informazioni sbagliate e registra pochissimi accessi, il tutto a fronte di una spesa per la sua realizzazione di 45 milioni di euro.
Il progetto Italia.it attualmente si sta dimostrando un pieno fallimento, molte notizie riportate sono errate o incomplete e gli accessi sono molto pochi, Italia.it si classifica soltanto 2.539esimo posto nella classifica dei web nazionali. Questa posizione è dovuta essenzialmente ad una inesistente ottimizzazione per i motori di ricerca, in particolare vi volevo segnalare una piccola analisi effettuata dal blog Rankfirst.info a riguardo.
La nascita di Italia.it risale al 1994 ad opera dall’allora Ministro per l’Innovazione e la Tecnologia, Lucio Stanca. Il sito avrebbe dovuto contribuire al rilancio del turismo, ma così non è stato. Molti dei più noti blogger italiani hanno aspramente criticato il sito, per i problemi citati in precedenza e soprattutto per la scarsa ottimizzazione e accessibilità delle pagine nei confronti dei motori di ricerca, anche in vista della spropositata cifra pagata per la sua realizzazione, 45 milioni di euro.
E dopo tutti questi soldi, pubblici, spesi l’unica soluzione trovata è la chiusura?
Queste le parole di Francesco Rutelli: “Quel sito o cambia oppure è meglio chiuderlo. Facciano qualcosa, altrimenti è meglio lasciar perdere.”
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Sperando veramente che si faccia qualcosa per migliorare accessibilità e contenuti di Italia.it senza necessariamente ricorrere alla chiusura del portale.
Ecco cosa dicono i blogger italiani in proposito: Napolux, ADV Italia Blog, dillatutta e Scandaloitaliano (interamente dedicato allo scandalo del progetto Italia.it)
Link: Italia.it














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