DDL Levi sull’editoria, la fine dei blog italiani?

Il disegno di legge a firma di Ricardo Franco Levi sulla riforma dell’editoria ha creato una vera e propria rivolta della blogosfera italiana. Secondo il testo della legge, approvata quasi di nascosto dal Consiglio dei Ministri lo scorso 12 ottobre, qualsiasi attività sul web che produca informazione anche non a scopo di lucro, un tipico esempio sono i blog, dovrà registrarsi al ROC (Registro degli operatori di Comunicazione).

Il disegno di legge firmato da Levi cade come un fulmine a ciel sereno su molti blogger italiani, si colpisce soprattutto i blog, i quali sono equiparati ad una vera e propria testata giornalistica. Secondo la legge chi possiede un blog sarà costretto ad iscriversi presso il Registro degli operatori di Comunicazione (ROC), questo comporta, un aumento delle procedure burocratiche per l’apertura di un sito, il pagamento di un bollo di iscrizione, la necessità di avere una società editrice e un giornalista regolarmente iscritto all’albo come direttore responsabile, il tutto anche per quei siti che non producono informazione a fini di lucro, come appunto i blog.

Esiste un motivo ben preciso alla base di questo disegno di legge, l’articolo 7 parla chiaro:

“1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni. “

Il motivo sembra proprio legato alla necessità di tutelarsi dalla diffamazione, che diventerebbe un reato penale vista l’aggravante del mezzo stampa. Questo potrebbe far pensare che oggi si è liberi di diffamare con tranquillità, cosa assolutamente non vera perchè già adesso esistessero mezzi appropriati per difendersi da questo reato.

Questo disegno di legge, se fosse approvato (probabilmente non lo sarà visto il grande scalpore suscitato) con molta probabilità provocherebbe la chiusura di molti blog italiani, limitando di molto la libertà di espressione. Per tentare di bloccare la legge Levi è nata una petizione online la quale può contare su più di 2000 adesioni.

Per approfondire l’argomento vi segnalo alcuni link: Testo del DDL Levi sull’editoria, Il Governo vara la Internet Tax (Punto Informatico), «Registro per blog e siti internet» (Corriere.it), Levi-Prodi: registro per blog e siti internet (Webwards.net), Cosa ne sarà dei blog? (Terronista.com), La nuova legge sull’editoria del Governo obbligherà tutti i blog e i siti a diventare testate giornalistiche (Civile.it), La legge Levi-Prodi e la fine della Rete (Beppegrillo.it), La Cina è vicina con la Levi-Prodi (Beppegrillo.it)

8 Commenti per l'articolo “DDL Levi sull’editoria, la fine dei blog italiani?”

  1. salpetti scrive:

    Pare che le cose stiano andando per il verso giusto. Il Ministro delle Comunicazioni, ad esempio, ha reso noto nel suo blog che il Ddl sull’editoria deve essere corretto. “Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali – ha scritto Gentiloni – ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog“. Anche il Ministro Di Pietro nel suo blog si è scagliato contro questa legge definendola “liberticida”. Ha pure affermato che per quanto è in suo potere “questa legge non passerà mai, anche a costo di mettere in discussione l’appoggio dell’Italia dei Valori al Governo“. Evidentemente Riccardo Franco Levi quando ha realizzato questo disegno di legge non aveva la minima idea di cosa fosse un blog, adesso si sarà informato. Dal sito della Presidenza del Consiglio, infatti, ha risposto a tutte le accuse con una lettera aperta a Beppe Grillo. Nelle prime righe della lettera si legge: “Con il provvedimento che tra pochi giorni inizierà il suo cammino in Parlamento non intendiamo in alcun modo né “tappare la bocca a Internet” né provocare “la fine della Rete”. Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l’intenzione”. Una bella rassicurazione!!! ;-)

    salpetti.wordpress.com

  2. Giuseppe La Bua scrive:

    Grazie, sono curioso vado a leggere cosa dice.. staremo a vedere

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  5. [...] le parole del nuovo comma, aggiunto a seguito della rivolta dei blogger italiani ed in particolare di Beppe Grillo, a cui lo stesso Ricardo Franco Levi ha indirizzato una lettera [...]

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